monte dei cocci

Giocare agli archeologi: il “monte dei cocci”

Testaccio non è solo vita notturna ma è anche – e soprattutto – storia romana, zona archeologica di grande rilievo e occasione per i più piccoli di vivere la storia.

L’ultima domenica di aprile abbiamo partecipato alla visita guidata al Monte dei Cocci a Roma con l’Assocazione “arte per bambini”. Per la scelta di questa visita hanno giocato a nostro favore  due vantaggi importanti:  il primo, la fascia d’età perfetta per la mia bimba (4-6 anni) e il secondo, l'”apertura straordiaria” di un posto che raramente è aperto al pubblico. Quale migliore occasione anche per noi adulti?

All’arrivo davanti all’ingresso del “monte dei cocci” la nostra guida Barbara consegna ad ogni bambino la cartelletta dell’archeologo che andrà poi via via compilata con i reperti trovati. Mia figlia è già eccitata con la sua cartelletta rosa. Ci scrive subito il nome.

Prima di salire sul monte,  Barbara ci spiega che il monte dei cocci è uno dei 7 falsi colli di Roma (quante cose si imparano!!!), formato dai tantissimi resti delle anfore romane (se ne contano più di 50 milioni) che arrivavano qui via fiume Tevere dal porto di Ostia. Infatti questo posto era una vera e proprio “discarica” dell’antica Roma.

monte dei cocci

il monte dei cocci

Barbara racconta ai bambini che le anfore che hanno formato il monte sono per lo più anfore che trasportavano olio (olearie), perchè queste non potevano essere più riutilizzate perchè rimanevano sporche e maleodoranti e quindi venivano “gettate” nella discarica di monte testaccio.

E’ arrivato il nostro turno di salire al monte. C’è una salita piuttosto ripida e piena, pienissima di cocci di anfore. La prima tappa a metà della salita consente a Barbara di spiegare ai bambini quello che troveranno in cima: oltre ai cocci, infatti, sulla sommità del colle, c’è una croce.

 in cima al colle Il panorama è splendido: sole e un prato pieno di margherite tra le quali spuntano tanti cocci e resti di anfore.

E’ ora di mettersi all’opera: i piccoli archeologi entrano in azione e compilano il foglio di lavoro n. 1 consegnato insieme alla cartellina. Prima di tutto bisogna identificare tutte le parti dell’anfora così quando andremo alla caccia sappiamo riconoscerle bene (orlo, collo, anse, pancia, base e puntale)… aiuto Greta (ops, scusate, Greta Elsa!!! :-D ) a scrivere il nome vicino alle parti corrispondenti.

anfore

il foglio dell’archeologo

Poi Barbara da il via alla “caccia al tesoro“: tutti i bambini devono trovare tra tutti i cocci sparsi nel prato le diverse parti dell’anfora. Ce ne sono tantissime… la caccia è davvero facile, alla portata di tutti i bambini.

I bambini (e i genitori) si scatenano sparpagliandosi per il prato alla ricerca dei vari cocci, puntali, anse (i manici dell’anfora), pance, orli… nel prato si trovano più o meno tutti e ogni bambino accumula sulla propria cartellina i vari pezzi.

cocci anfore

raccolta cocci

I bambini tirano fuori “gli attrezzi del mestiere“: pennelli, guanti, pennarelli e come veri archeologi ripuliscono i pezzi dalla polvere e dalla terra.

La visita termina sulla vetta del colle, la dove c’è la croce e il balcone con il panorama su tutta Roma.

Questo posto ha una storia molto versatile dovuta in gran parte alla sua posizione. La croce che stiamo ammirando sulla cima ricorda infatti la Via Crucis itinerante che si svolgeva nel ’700 e che si concludeva proprio qui sul monte Testaccio.

Ancora, la posizione “strategica” del monte ha trasformato la discarica romana in una postazione  antiaerea, istallata durante la seconda guerra mondiale e tuttora visibile negli avanzi di quattro piattaforme per cannoni antiaerei.

La sua posizione centrale e dominante (siamo a 36 metri di altezza) ci offre un panorama unico: dalla piramide alla Sinagoga, dal Pantheon alla basilica di San Giovanni tutto sotto di noi come in una magnifica cartolina.

Una visita per bambini mai noiosa, divertente ed istruttiva!

Ecco il programma delle prossime visite di Arte per bambini

Un pensiero su “Giocare agli archeologi: il “monte dei cocci”

  1. Barbara ha detto:

    Ciao Chiara, grazie mille del tuo splendido ed entusiastico articolo sulla visita fatta insieme.
    Ti ringrazio personalmente ed anche a nome di tutta l’Associazione Mage che lavora da più di 20 per far divertire piccoli e grandi passando del tempo di qualità insieme.
    Un abbraccio a Greta/Elsa e alla prossima occasione.
    Vi aspettiamo presto per scoprire tanti altri luoghi.
    Ciao Barbara

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