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Auguri, Mamma!

La festa della mamma è ormai anche la mia festa da 4 anni a questa parte (5 anni se conto anche quando ero incinta di poche settimane nel maggio 2011). Oltre al regalino che mia figlia mi prepara a scuola, a me piace festeggiarlo con lei, leggendo insieme libricini sul tema del rapporto mamma/figlia. Ne abbiamo due in particolare  molto carini, che ogni tanto leggiamo e che cercherò di leggere anche in questo giorno speciale.

Il rapporto tra una mamma e un figlio è un rapporto speciale, unico, che durerà per sempre.

I due libri della nostra biblioteca sono: Alice, ti voglio bene mamma, della serie delle storie di Alice e Mi vorrai sempre bene, mamma? Due storie raccontate da due punti di vista opposti: quello del bambino e quella della mamma che cerca di rassicurare il suo bambino… Continua a leggere

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Uno più uno fa duemila… domande!

Quando nasce il primo figlio cominci ad essere bombardata con le classiche domande su “lo allatti?” “dorme?”, “mangia?”, “come lo svezzi?“, “cammina?” e potrei continuare all’infinito con almeno una domanda per ogni tappa evolutiva del pargolo.

Poi il pargolo cresce ed arriva più o meno intorno ai 2 anni / 2 anni e mezzo, quando ormai cammina, mangia più o meno da solo e più o meno dorme….

Ed è qui che l’interesse del mondo intero si sposta dal pargolo alla coppia…

Questo è il momento in cui tutti tornano alla carica con la domande delle domande, quella peggiore: Continua a leggere

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Crescere 1. Via il ciuccio (senza traumi)

Circa 10 giorni fa mia figlia ha eliminato il ciuccio dalla sua vita. Dopo 3 anni esatti di utilizzo più o meno continuativo, ha deciso, da sola, che non lo voleva più.

Io ancora mi devo riprendere da questo evento. Non che non lo volessi, ovvio. Praticamente lo usava solo per addormentarsi e basta e quindi io stavo lavorando, insieme a lei, per un’eliminazione il più possibile dolce e senza traumi.

Mia figlia ha fatto di più.

E’ stata lei stessa a dirmi, una sera, che non lo voleva più e che avrebbe dormito senza ciuccio. Io sono rimasta basita ma ho assecondato il suo desiderio. E da quel giorno – pouff – il ciuccio è sparito, senza una lacrima, senza un capriccio.

Neanche con l’eliminazione del pannolino mi è preso questo senso di angoscia misto a nostalgia. Quella è stata un’autentica liberazione. Con il ciuccio, per quanto faccia più male di un pannolino, per quanto ero contraria al suo utilizzo, mi è presa proprio male.

Infatti, io ancora non mi abituo nel vederla senza ciuccio… Ogni tanto mi fermo e mi chiedo dove è il ciuccio, per paura di averlo perso o dimenticato da qualche parte e mi trovo davanti alla scatoletta ormai perennemente vuota.

E’ proprio cresciuta, si sta trasformando in una bambina.

Forse è a questo che non sono preparata.

Come se il ciuccio rappresentasse l’ultimo avanposto dell’essere “piccoli”. Abbattuto quello, cosa resta?

Fra poco mi chiederà le chiavi di casa?

PS. Se mia figlia ha eliminato il ciuccio spontaneamente e senza traumi è grazie a quella che mi piace chiamare “letturatura di sostegno“.  Ho comprato due libri molto carini sull’argomento e ho cominciato a leggerli con lei, in varie occasioni, varie volte.

I libri sono “Anna dorme senza ciuccio” e “Il Ciuccio di Nina” con una netta preferenza di mia figlia per il primo… che raccontava esattamente  la “sua ” situzione.

Per una recensione dettagliata, puoi leggere “Anna Dorme senza Ciuccio qui e il Ciuccio di Nina qui