Il ciuccio di Nina

Il primo libro che ho comprato come supporto all’eliminazione del ciuccio è questo: “Il ciuccio di Nina” .

E’ la storia di una bambina che non abbandona mai il suo ciuccio, neanche il giorno del matrimonio ne per andare al lavoro. 

Poi però, come nella migliori tradizioni fiabesche, succede l’incontro imprevisto con un lupo cattivo di cui però Nina non ha per niente paura… Un lupo a cui Nina regalerà il ciuccio per farlo stare più tranquillo…

Mia figlia non ha amato subito questa fiaba, per via del lupo che un po’ la spaventa, ma leggendola e rileggendola, interpretandola e rendendo leggera e comica la lettura da parte mia, alla fine ha imparato ad apprezzarla e a capire e a riderci su…

La storia è molto carina, divertente e con un finale a sorpresa. Le illustrazioni sono molto belle e colorate.

Lo consiglio come primo approccio e sostegno alla fase “eliminazione ciuccio”.

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Il ciuccio di Nina

Titolo: Il ciuccio di Nina

Autore:  Christine Naumann-Villemin

Editore:  Il Castoro bambini.

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Crescere 1. Via il ciuccio (senza traumi)

Circa 10 giorni fa mia figlia ha eliminato il ciuccio dalla sua vita. Dopo 3 anni esatti di utilizzo più o meno continuativo, ha deciso, da sola, che non lo voleva più.

Io ancora mi devo riprendere da questo evento. Non che non lo volessi, ovvio. Praticamente lo usava solo per addormentarsi e basta e quindi io stavo lavorando, insieme a lei, per un’eliminazione il più possibile dolce e senza traumi.

Mia figlia ha fatto di più.

E’ stata lei stessa a dirmi, una sera, che non lo voleva più e che avrebbe dormito senza ciuccio. Io sono rimasta basita ma ho assecondato il suo desiderio. E da quel giorno – pouff – il ciuccio è sparito, senza una lacrima, senza un capriccio.

Neanche con l’eliminazione del pannolino mi è preso questo senso di angoscia misto a nostalgia. Quella è stata un’autentica liberazione. Con il ciuccio, per quanto faccia più male di un pannolino, per quanto ero contraria al suo utilizzo, mi è presa proprio male.

Infatti, io ancora non mi abituo nel vederla senza ciuccio… Ogni tanto mi fermo e mi chiedo dove è il ciuccio, per paura di averlo perso o dimenticato da qualche parte e mi trovo davanti alla scatoletta ormai perennemente vuota.

E’ proprio cresciuta, si sta trasformando in una bambina.

Forse è a questo che non sono preparata.

Come se il ciuccio rappresentasse l’ultimo avanposto dell’essere “piccoli”. Abbattuto quello, cosa resta?

Fra poco mi chiederà le chiavi di casa?

PS. Se mia figlia ha eliminato il ciuccio spontaneamente e senza traumi è grazie a quella che mi piace chiamare “letturatura di sostegno“.  Ho comprato due libri molto carini sull’argomento e ho cominciato a leggerli con lei, in varie occasioni, varie volte.

I libri sono “Anna dorme senza ciuccio” e “Il Ciuccio di Nina” con una netta preferenza di mia figlia per il primo… che raccontava esattamente  la “sua ” situzione.

Per una recensione dettagliata, puoi leggere “Anna Dorme senza Ciuccio qui e il Ciuccio di Nina qui